Patrimony and Homeland. Paternal order, language and places

Professor
Cesare Pietroiusti [IT]

Assistant
Elena Mazzi

language

EN //“Patrimonio” (Patrimony) and “Patria” (Homeland) are terms that refer to something that is given (inherited, transmitted, imposed) by a paternal figure: the available assets, and the father’s country.

Before giving goods, laws, and belongings, the father gives the name to the subject. Similarly he is responsible for the laws that regulate the use of language: specific relations between signs and concepts; specific modes of articulation of the signs among themselves.

Such rules, relations and modes are inevitably “artificial”: somehow the level of reality that they determine is dialectically opposed to nature.

Patrimony and homeland are effects of language, therefore they are inevitably artificial. Is it possible to imagine forms of available assets or of belonging to a certain country that are free from linguistic rules, and therefore not artificial?

Initially the workshop will try to reflect on and put under discussion these concepts; it will try to deconstruct the paternal order – either semantic and political; either economical or aesthetical – that defines the meaning of such concepts. A meaning that is characterized by names and functions, of places and subjects.

In the second part of the workshop, in collaboration with Officina Marinoni and Biennale Urbana, we will explore marginal sites and partly abandoned buildings, especially in the Lido Nord area. Such exploration in critical areas with uncertain function and that often have lost their own name, will try to challenge the students not only to imagine new meanings and new forms of using the places, but also to experiment unpredictable forms of thinking, of artistic language, of poetic praxis.

At the end of the workshop we will present the students’ projects either in institutional exhibition places, and in the spaces themselves which ideas, percourses, discoveries and actions are actually referred to, or inspired by.


IT //“Patrimonio” e “patria” sono entrambi termini che si riferiscono a qualcosa che è dato (tramandato, ereditato, imposto) dalla figura paterna: i beni disponibili e il luogo dei padri.

Prima ancora che doveri, beni, e luogo di appartenenza, il padre dà il nome al soggetto e, per estensione, trasmette le modalità di uso del linguaggio e, con ciò, le leggi che si reggono su specifici rapporti di significazione tra segni e concetti, da una parte, e su regole di articolazione dei segni tra loro, dall’altra.

Tali regole e tali rapporti sono inevitabilmente “artificiali”: anzi, proprio quel livello di realtà che essi determinano è ciò che si contrappone dialetticamente alla natura.

Patrimonio e patria sono effetti di linguaggio, e quindi inevitabilmente artificiali. E’ possibile immaginare forme di “beni disponibili” e di “luoghi di appartenenza” liberi da regole linguistiche, ovvero non artificiali?

Il laboratorio in una prima fase cercherà, partendo da tali assunti, di mettere in discussione il significato stesso dei concetti di “patrimonio” e di “ patria” e l’ordine paterno – sia semantico che politico, sia economico che estetico – che definisce e delimita tale significato. Un significato che si basa su nomi e funzioni che caratterizzano, in maniera “ordinata”, luoghi e soggetti.

In una seconda fase i partecipanti al laboratorio, grazie alla collaborazione di Officina Marinoni e di Biennale Urbana, esploreranno aree marginali, edifici dismessi, abbandonati o parzialmente utilizzati, in particolare nella zona Lido Nord. L’esplorazione di tali luoghi avrà l’intento di mettere alla prova, in un territorio critico che ha funzioni incerte e spesso solo la memoria di un nome (l’ex-ospedale, l’ex- fabbrica ecc.), la possibilità di immaginare nuovi significati e nuovi usi, ma anche di fare, di tale territorio, un campo attuale di sperimentazione per inedite forme di pensiero, di linguaggio artistico, di azione poetica.

Il laboratorio si concluderà con la presentazione dei progetti non soltanto in una sede espositiva istituzionale, ma anche negli spazi stessi a cui gesti, idee, percorsi, scoperte si riferiscono, a cui si ispirano e con cui, concretamente, si confrontano.

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